

Roma, 17 mag. (TMNews) - Stupri, esecuzioni sommarie, detenzioni arbitrarie e arruolamento di bambini soldato: sono queste le violenze commesse da "tutte le parti in conflitto" in Mali e denunciate oggi da Amnesty International. Nel rapporto intitolato 'Mali: Cinque mesi di crisi, rivolta armata e golpe', l'organizzazione di difesa dei diritti dell'uomo descrive "la peggiore situazione umanitaria in 50 anni", a causa dei combattimenti lanciati nel nord nei mesi scorsi da tuareg e islamici e del golpe messo a segno lo scorso marzo a Bamako dai militari.
"Dopo due decenni di relativa pace e stabilità, il Mali oggi deve affrontare la sua peggiore crisi dall'indipendenza del 1960", ha denunciato Gaetan Mootoo, ricercatore per l'Africa occidentale di Amnesty International, di ritorno da tre settimane di missione nel Paese.
"Tutto il nord del paese è stato conquistato da gruppi armati che non hanno alcun freno. Decine di migliaia di persone hanno lasciato la regione, creando una crisi umanitaria in Mali e nei Paesi vicini". Sono infatti "15 milioni le persone colpite da carenza di cibo nella regione del Sahel", ha sottolineato l'organizzazione. (segue)


