

Roma, 23 mag. (TMNews) - A più di un anno dall'inizio dell'operazione Nato in Libia l'impegno della comunità internazionale è "più che mai indispensabile" per permettere una "stabilità sostenibile" nel processo della nuova Libia. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi - a New York per incontrare il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon e partecipare al forum sul ruolo della mediazione - torna ad affrontare sui media americani il tema del futuro della primavera araba, e in particolare della Libia.
Dopo l'intervento di poche settimane sull'Huffington Post, Terzi affida stavolta le sue riflessioni al sito della prestigiosa rivista di affari internazionali 'Foreign Policy'. L'Italia, scrive il titolare della Farnesina, conosce "meglio di chiunque altro" rischi e opportunità della Libia post-Gheddafi ed è impegnata per sostenere la stabilizzazione delle istituzioni libiche, nella consapevolezza che il successo della transizione democratica in quel Paese "non è solo nell'interesse dell'Italia o dell'Europa", è un "bene comune" che va perseguito dall'intera comunità internazionale.
La Libia - spiega Terzi sulle colonne del periodico Usa - va sostenuta anzitutto nel "mantenimento della propria sicurezza" territoriale, e in particolare delle frontiere, "prerequisito" per la stabilizzazione del paese. In quest'ottica, l'Italia ha avuto sin dall'inizio della fase post-conflitto un ruolo centrale e sta già fornendo a Tripoli "attrezzature avanzate" per il controllo delle frontiere oltre all'"addestramento" del personale libico. Ora tocca a Nazioni Unite ed Europa, in un approccio che nel medio e lungo termine deve perseguire l'obiettivo di un progressivo "avvicinamento" della Libia alle istituzioni euro-atlantiche. (segue)





