Schettino: ho le vittime sulla coscienza. Domnica? Solo due risate

Schettino: ho le vittime sulla coscienza. Domnica? Solo due risate

L'ex comandante della Costa Concordia naufragata al Giglio: il vada a bordo non eseguibile. Polemica sul web per prezzo esclusiva

TMNews CNN

Roma, 11 lug. (TMNews) - Le trentadue vittime del naufragio, "è normale che me le senta sulla coscienza". Domnica Cemortan? Solo una persona con cui farsi "due risate". E poi scuse per tutti e nessun "vada a bordo" che fosse possibile eseguire. Fa discutere l'intervista di Francesco Schettino, l'ex comandante della Costa Concordia naufragata al Giglio lo scorso 13 gennaio, che questa sera sarà in onda su Canale 5. Il fatto ha suscitato più di una reazione negativa, e in rete, su Facebook e Twitter, si sono succeduti una serie di commenti indignati per la cifra rilasciata per l'esclusiva. Secondo i rumors, Schettino avrebbe ottenuto 57 mila euro. Anche se, fonti vicine tanto al comandante quanto a Mediaset, hanno giudicato questo importo "nettamente superiore alla realtà".

Uno Schettino a tutto campo, dopo mesi di silenzio. La famosa telefonata col capitano Gregorio De Falco non gli fa "nessun effetto", e gli ordini impartiti, quel "vada a bordo", non potevano essere eseguiti da nessuno, in alcun modo. Così l'ex comandate ha ricordato i momenti tragici del naufragio. Chiedendo però "scusa a tutti", ma continuando a ritenersi "vittima". "Questa cosa che è successa, che è un sentimento indescrivibile, è ben minore dell'affetto di una madre che perde una bimba sicuramente, è incommensurabile. Però - ha sottolineato Schettino - la perdita della nave per un comandante è qualcosa...non esiste un metro di dolore". E "sicuramente" non ha mai trovato la pace: "ho la pace su quello che potevo fare, ma accettare quello che è successo, assolutamente no. Ma devo essere forte abbastanza da poterci convivere". Quanto ai familiari delle vittime, Schettino precisa di non aver avuto ancora contatti, tranne che "in una circostanza, ma preferirei non parlarne, è una scelta fatta da me". Ci pensa? "Certo, e mi farebbe piacere incontrare tutti".

In merito agli ordini della Capitaneria, ha precisato: "Io da comandante non ho mai dato un ordine che non possa essere eseguito, cioè lui ha richiamato un dovere senza capire che non poteva essere fatto", ha detto Schettino, riferendosi al "vada a bordo" gridato da Gregorio De Falco.

Per Schettino, De Falco "non aveva considerato che la nave sul lato dritto era affondata" e che lui avrebbe dovuto fare "trecento metri a nuoto, cioè buttarmi in acqua fare il giro della prora, vedere la biscaggina, col cellulare da preservare, perché nel frattempo dovevo parlare con l'unità di crisi".

"Facevo una cosa molto più seria", ribadisce Schettino, che sottolinea: "Ascoltare quella telefonata non mi ha fatto nessun effetto".

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