Russia, direttore Bolshoi: io sfigurato dopo scandalo gay

Russia, direttore Bolshoi: io sfigurato dopo scandalo gay

Foto a luci rosse del predecessore in rete. Filin "assolutamente certo" degli aggressori. Polizia vuole la macchina della verità

TMNews

Mosca, 4 feb. (TMNews) - Un precedente scandalo a luci rosse nella comunità gay di Mosca sarebbe legato all'aggressione del direttore artistico del balletto Bolshoi Sergei Filin. Il coreografo - sfigurato con dell'acido da degli sconosciuti lo scorso 17 gennaio - lo ha confidato al canale tv Rossia 24. Filin, che ha tre figli, ha detto che l'attacco potrebbe essere collegato a una bufera mediatica che coinvolse il suo predecessore, Gennady Yanin, dimessosi nel 2011 dopo la pubblicazione di immagini pornografiche compromettenti su Internet. "Vedo che la radice dell'aggressione risale alla storia di Gennady Yanin, quando la sua e-mail è stata violata e sono state diffuse alcune foto", ha detto l'ex ballerino.

Nel marzo 2011, uno sconosciuto ha pubblicato su Internet foto di pornografia gay di qualcuno che assomigliava a Yanin. Il link alle foto venne inviato a circa 4.000 indirizzi di posta elettronica a livello mondiale, tra cui quelli dei maggiori quotidiani e canali televisivi. "Quando sono arrivato a ricoprire la mia mansione (nel 2011), ho sentito molta attenzione (su di me) da un certo gruppo, probabilmente nella speranza di cambiare tutto" ha aggiunto Filin, senza aggiungere altri particolari.

Filin si era già detto "assolutamente certo" di sapere chi sarebbe dietro l'attacco: lo ha confidato alla Bbc, in un'intervista. Più caute le sue dichiarazioni alla tv russa controllata da Gazprom Media, Ntv, sulla quale è apparso per la prima volta senza garze sul volto, ma con gli occhi ancora chiusi: "Mi dico, ogni giorno quando mi alzo: Sergey, sei stato fortunato, hai tutto a posto, mani, gambe" ha spiegato, affermando poi di "credere" che tornerà a vedere.

Le parole affidate al media britannico, invece sono state molto dirette: "Non ho solo un sospetto su chi ha fatto questo, sono assolutamente certo. Ma ne parlerò quando gli investigatori saranno pronti ad annunciarlo", ha aggiunto. In un'intervista trasmessa ieri dalla televisione russa Ntv, invece, Filin - da oggi in Germania - è stato nettamente più cauto: "Il mio cuore sa chi è stato, e nel profondo della mia anima ho la risposta a questa domanda, ma è solo una mia intuizione, una mia idea".

Filin a Ntv ha inoltre confidato di poter tornare a lavorare sul palcoscenico, e se avrà difficoltà di vista "i miei occhi saranno i miei tre figli", ha detto. Sempre in merito alla sua famiglia, si è chiesto come chi lo ha aggredito abbia potuto non pensare che l'obiettivo dell'agguato non era tanto un ballerino, quanto un padre.

Nel frattempo la polizia russa prevede di utilizzare la macchina della verità per interrogare i testimoni per il feroce attacco a base di acido contro il direttore artistico del balletto Bolshoi. Le forze dell'ordine hanno già sentito il ballerino Nikolai Tsiskaridze, come testimone per l'attacco del 17 gennaio da parte di due sconosciuti, fuggiti dopo avere gettato dell'acido in faccia a di Filin, colpendolo anche agli occhi.

La direzione del Bolshoi e Filin stesso avevano detto in precedenza che l'attacco della scorsa settimana era sicuramente causato dalle rivalità interne, anche se pubblicamente non hanno puntato il dito contro nessuno.

Il quotidiano Izvestia aveva scritto che Tsiskaridze ha suscitato l'attenzione degli investigatori con le sue critiche ripetute alla gestione del Bolshoi. Il ballerino di origini georgiane partecipa a numerosi talent show televisivi dove siede spesso in giuria. E' un volto noto, anche per il pubblico più semplice. L'anno scorso si è scagliato contro la direzione del Bolshoi per non avergli concesso abbastanza ruoli principali.

Fth

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