Ruby bis,

Ruby bis, "Berlusconi pagò testimoni". Ghedini e Longo contestano

Le motivazioni della condanna di Fede, Minetti e Mora

TMNews

Roma, 29 nov. (TMNews) - Testimoni pagati in favore di Silvio Berlusconi per dire il falso davanti ai giudici. E' quanto si evince dalle motivazioni della sentenza del processo "Ruby bis" per Emilio Fede e Lele Mora (7 anni) e per Nicole Minetti (5 anni) per favoreggiamento e induzione alla prostituzione anche minorile in relazione ai festini ad Arcore.

Ci sono inoltre, sempre secondo i giudici, indizi di reità anche per i legali di Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, i quali hanno contestato duramente queste motivazioni: "Le motivazioni della sentenza Ruby bis per quanto attiene l'asserita attività di inquinamento probatorio, sono totalmente sconnesse dalla realtà e dai riscontri fattuali".

"Il pagamento mensile regolare di una somma di denaro di tale entità (2.500 euro, Ndr.) a soggetti che devono testimoniare in un processo nel quale colui che elargisce la somma è imputato nonchè in altro processo all'esito del quale colui che elargisce la somma è interessato non è una anomalia ma un fatto illecito, un inquinamento probatorio", hanno affermato i giudici, che hanno anche invitato la procura a indagare le "olgettine" e Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari. L'ex premier avrebbe pagato le ragazze affinchè queste testimoniassero il falso davanti ai magistrati. I giudici hanno trasmesso i verbali delle udienze ai pm.

"Si noterà la ricorrenza nelle deposizioni di testimoni di nomi, terminologie fraseggi identici tra loro perchè a precisa domanda alcune non sapevano riferire il significato della parola o della frase utilizzata. Dichiarazioni che secondo le intenzioni delle testimoni erano dirette a favore di Silvio Berlusconi e dei nostri imputati", hanno scritto i giudici del Tribunale di Milano affermando che la convocazione il 15 gennaio del 2011 delle testimoni non può essere certamente ritenuta legittima o rientrante nei diritti della difesa come sostenuto dal legale di Emilio Fede. "Non si è trattato di attività di investigazione difensiva, non sono stati depositati a norma del codice atti di investigazioni difensive" ha aggiunto il collegio.

"Tutti i soggetti partecipanti alla riunione e quindi anche tutte le ragazze sono gravemente indiziati del reato di corruzione in atti giudiziari perchè in qualità di testimoni e pubblici ufficiali ricevevano denari ed altre utilità sia prima che dopo aver deposto come testimoni da Berlusconi in qualità di soggetto che elargiva il denaro e le altre utilità", hanno spiegato i giudici del tribunale di Milano nel motivare le condanne.

Ora toccherà alla procura svolgere la nuova inchiesta sulle presunte false testimonianze. In procura a Milano, infatti, aspettavano di leggere le motivazioni delle condanne per far partire l'indagine Rubyter, un atto dovuto, dal momento che in sede di lettura del dispositivo i collegi della quarta e della quinta sezione penale avevano già deciso la trasmissione degli atti ai pm in relazione a diverse false testimonianze.

Per il collegio indizi di reità sussistono anche a carico degli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo anche loro presenti alla riunione del 15 gennaio 2011 quando ad Arcore furono convocate le ragazze. Il giorno prima c'erano state le perquisizioni e si era saputo che Berlusconi era indagato per concussione e prostituzione minorile dal 21 dicembre precedente. Quella riunione dicono i giudici fu un tentativo di inquinare le prove.

I legali di Berlusconi, Longo e Ghedini, hanno però contestato queste motivazioni: "I bonifici di 2.500 euro alle partecipanti alle serate di Arcore - hanno spiegato i due avvocati - non sono affatto iniziati dopo la riunione del gennaio 2011 bensì solo nel marzo 2012 quindi dopo oltre un anno e di ciò vi è prova documentale. E' evidente quindi che non vi può essere connessione alcuna. Fra l'altro quell'incontro che era volto a reperire elementi utili alla difesa soprattutto di fronte alla giunta delle autorizzazioni è stato narrato al gruppo parlamentare del Pdl in data immediatamente successiva (18.1.2011) con grande risalto di stampa proprio dagli avvocati Ghedini e Longo".

"Parimenti nessun rilievo - hanno aggiunto Ghedini e Longo - hanno le copie delle dichiarazioni rese ritrovate durante le perquisizioni, poiché a tutti i testimoni era stata consegnata, come più volte ribadito nel corso del processo principale, copia delle dichiarazioni rese. Del resto tutti gli elementi citati nella sentenza erano più che noti alla Procura della Repubblica che giustamente mai ha ritenuto di muovere nel corso del processo principale accusa alcuna nei confronti del Presidente Berlusconi e dei suoi difensori o delle testimoni che come tali appunto sono state sentite". "Siamo certi che la Procura, preso atto della situazione, non potrà che procedere ad una rapida archiviazione".

Int9

VIDEO NEWS
VIDEO INCHIESTA
Clandestini negli Usa, una vita "normale" prima dell'espulsione
TWITTER
NUOVA EUROPA
Le principali notizie con foto del notiziario specializzato sull'Europa orientale.
TMNEWS SMS
le notizie di carattere generale in tempo reale sul tuo telefonino.